lunedì 14 febbraio 2011




 Ecco gli alunni - soci Unitre durante il doposcuola del Corso di Computer
tutti animati da buona volontà e tanta voglia di imparare al più presto
ed entrare nel magico "MONDO
" telematico. Complimenti a tutti     La redazione

giovedì 10 febbraio 2011

Esercitazioni corso computer

ESERCITAZIONI  AL COMPUTER
Tutti noi alunni del primo corso di computer, dopo aver seguito le prime due lezioni  del prof. Blancato, abbiamo provato a mettere in pratica quanto già appreso, svolgendo i nostri compiti a casa.
Ci siamo presentati, ognuno con il suo portatile, nella scuola che ci ospita e ci siamo suddivisi in due aule, assistiti da due angeli custodi : la signora Franca, moglie del nostro Presidente e il signor Franco Bari (ndr. mio marito) . Non vorrei che il mio giudizio risultasse di parte, ma credo che la scelta dei due assistenti sia  stata adeguata al caso perché, oltre che competenti nella materia, si sono dimostrati tanto , ma… TANTO pazienti! Erano chiamati qua e là a rispondere , spiegare,rassicurare ed incitare a continuare senza lasciarsi scoraggiare da qualche difficoltà. A proposito di difficoltà credo che la più immediata sia il controllo del mouse , quella freccetta impazzita che scorazza per tutto lo schermo, senza fermarsi dove noi vorremmo, è motivo di nervosismo per molti; e cosa dire del doppio clic che non si riesce a fare alla giusta velocità per poter aprire cartelle e file? La risposta è semplice allenamento, allenamento ed ancora allenamento, io ci sono riuscita così, provando e riprovando pazientemente. L’aspetto più interessante delle esercitazioni  è il rapporto con il “nostro” computer, perché tutto quello che si fa, lo si fa con qualcosa che ci appartiene e così ci da l’illusione che vi sia una familiarità che ci aiuti nelle manovre.
Domani inizierà la seconda settimana di corso con qualche conoscenza in più e qualche incertezza in meno. Arrivederci a tutti gli unitrini  del primo corso.
Tania Tudisco


Esercitazione degli alunni corso computer



Le interviste della redazione

“Cerchiamo l’uomo”

                        Le interviste ai Presidenti di Associazioni di volontariato onlus

Nell’ambito della nostra iniziativa “Cerchiamo l’uomo”, sono lieto di pubblicare, come prima intervista, quella concessa dal Presidente di una prestigiosa Associazione di volontariato che, da oltre 25 anni, opera nella nostra città:

            il Dr. Prof. Salvatore Cannavà – Governatore della Fraternita di Misericordia di Augusta e tra i soci fondatori.

        Nel presentare questa prima intervista desidero ribadire quanto già scritto nel lanciare l’iniziativa telematica nella rubrica su indicata:
“Al fine di suscitare nel lettore del nostro blog pensieri e riflessioni che possono contribuire alla propria crescita umana,
                                                             proponiamo:

delle interviste a nostri concittadini che dedicano gratuitamente, parte del loro tempo “agli altri” in vari ambiti del volontariato”.

Ringrazio di cuore e con affetto l’amico Salvo Cannavà per la “ricchezza” che mi ha donato e per lo spirito di generosità umana che ha dimostrato, ancora una volta, ai soci-alunni “unitrini” di Augusta, suoi allievi e miei compagni di classe, e alla cittadinanza tutta, a mezzo del nostro blog, accettando l’intervista su pubblicata per “farsi conoscere” come uomo.

Al lettore auguro che i contenuti dell’intervista possano formare oggetto di pensieri e riflessioni personali, utili e rari in una società invasa dai frastuoni e dalle futilità.

                                                                 Il Presidente
                                                               G. Caramagno

Intervista per Unitre del Dr. Salvo Cannavà Pres. Fraternita Misericordia

                                                 Logo Fraternita Misericordia





   Il Dr. Salvo Cannavà nel corso della chiusura Anno Accademico Unitre di Augusta
                                                           



Intervista per UNITRE Augusta
Concessa dal Pres. Di:  FRATERNITA di MISERICORDIA di AUGUSTA, Sig. Salvo Cannavà,
il 05-02-2011


Presentazione dell’Associazione:

La Fraternita di Misericordia di Augusta opera nella città dal 06-12-1984; soci fondatori: Assenza, Bulla, Cannavà, Capuano, Ciprioti, Della Libera, De Vincenti, Donati, Forestiere, Galante, Gasperini, Giannossi, Gugliuzza, Minicò, Murgia, Palazzo, Salemi, Solarino, Suber, Torre, Tringali, Zagarella.; numero dei soci attuali 50, di cui 30 Volontari attivi altamente formati
Direttivo composto dai Sigg.:  Cannavà, Solarino, Fraterrigo, Pustizzi, Di Bono, Mastronuzzi, Ponzio, Muscatello, Sierna

Presidente in carica:  Sig. Salvatore Cannavà.dal 1999
Età: 60  Titolo di studio: Lauree + Dottorato di Ricerca

Curriculum:

Laurea in Psicologia, Master in Human Behavior, Laurea in Optometria, Dottorato di Ricerca in Psicofisiologia , Specializzazioni post Laurea in: Psicoterapia Comportamentale, Illuminotecnica e Cromotecnica, Naturopatia, Abilitazione rilascio idoneità psichica alla guida; Docente Universitario dal 1988 al 2000, attualmente Docente accreditato presso il Ministero della Saluta per Corsi di Educazione Continua in Medicina; Iscritto Ordine Psicologi Regione Sicilia, Iscritto Albo Periti ed Esperti presso il Tribunale e la Camera Commercio di Siracusa; componente la Commissione di Studio per la Psicologia dell’Emergenza c/o Ordine Psicologi Sicilia; Formatore in ambito professionale e nel Volontariato. Componente di molte missioni umanitarie in varie parti del mondo, oltre che in Italia. Oltre sessanta gli elaborati scientifici prodotti.

Famiglia di origine:
-         padre Sig. Francesco Cannavà, deceduto
-         madre Sig.ra. Maria Muscatello deceduta
-         fratelli e sorelle n° 1. residente in Augusta ;  Veronica, collabora in una delle attività familiari

La propria famiglia: Sposato dal  1973 con Maria Antonia Galante; nucleo familiare composto anche da n. 2 figli: Francesco, Psicologo di anni 36, sposato; e Federico, Optometrista di anni 31, celibe.

Fatti e circostanze significativi della vita personale o familiare che possono contribuire alla crescita umana del lettore e/o comunque che hanno segnato una svolta della propria vita:

 Impegnato nel Volontariato sin da ragazzo, ed a questo forgiato dal papà, di formazione didattico culturale tecnico scientifica e dalla mamma, di formazione didattico culturale umanistica. Curioso ed amante dei viaggi, ho cercato di coniugare studio, ricerca e conoscenza del mondo.
Da qui la necessità culturale e professionale di approfondire gli interessi in vari ambiti, quasi sempre concatenati tra loro e messi insieme dalle tre Lauree e dalle varie specializzazioni conseguite in Italia ed all’estero: America, Svizzera, Germania, Lettonia, Inghilterra, ecc.  e partecipati agli altri, prima attraverso la Didattica Universitaria e nei vari Corsi Professionali, ed in seguito negli incontri di Formazione e di conoscenza varia, che continuano a coinvolgermi e mi sono di stimolo ad approfondire sempre più svariati temi. Elemento catalizzatore comune, sempre l’essere umano, l’ambiente e la loro simbiosi, come tema conduttore.
L’incontro, oramai svariati anni orsono, con l’eclettico Dott. Giusepp Caramagno, carismatico Presidente dell’UNI 3 di Augusta, ha segnato un momento emozionante e galvanizzante nella mia vita professionale. Infatti, avvezzo alla docenza a studenti, giovani ma anche fuori corso, o colleghi di mezza età, accettai subito di buon grado la sfida lanciatami dall’Amico Pippo Caramagno di “intrattenere”, senza la pretesa di “insegnare”, delle persone di ‘anta e rotti anni, su argomenti vari, ma di interesse. Ebbe inizio il periodo più bello della mia esperienza didattica. Apprendevo, infatti, dallo sguardo ora attonito ed ora sbigottito dei miei interlocutori, il loro vissuto: palese o recondito che fosse.
Sentirmi avvolto da un “umano” interesse è la cosa più coinvolgente che mi sia mai capitata. Meravigliose “ragazze e ragazzi”, fresche di parrucchiere ed ingiacchettati perché c’è la “lezione”, che giungono in aula in anticipo per incontrarsi, per informarsi, per “vedersi e sentirsi”, per confermarsi reciprocamente presenti e solidali. L’argomento della conversazione? Poca importanza. Tanta la sete di conoscenza, il piacere dello stare insieme, della condivisione …. Il relatore? Purchè interessante e non abbioccante …. ! In questo contesto, il mio “piacere di esibirmi” sublimò subito rapidissimamente.
Trovarmi di fronte a quelle creature pronte al sorriso, alla battuta, ma attenti ad ogni piccola sottolineatura dell’argomentazione proposta, fu amore a prima vista. Cordiali e persino affettuosi i commiati a fine incontro.
Da parte mia, ogni volta, la speranza di essere stato all’altezza delle attese, di essere stato chiaro ed esaustivo, di non essermi “esibito” troppo; ma di averli coinvolti a sufficienza perché chiedessero al loro Presidente UNI 3 di reinvitarmi per l’anno successivo. E così è da tempo. Fremo, infatti, all’idea che sarò con loro tra marzo ed aprile. Ma un ulteriore regalo, che l’UNI 3 di Augusta mi ha fatto è stato quello di coinvolgere anche mio figlio Francesco; perché l’ho visto raggiante, ogni volta che gli avete dato modo di esprimersi per e con Voi.

Concezione della vita:

Credo che la vita vada vissuta e non subita. Assecondata e persino sfidata, ma mai con sprezzante arroganza, sempre con buon senso, oculatezza e, soprattutto, nel rispetto degli altri, almeno quanto desideriamo il loro rispetto.
Consci dei nostri meriti ed elastici sui demeriti altrui. Attaccarsi ai valori imperturbabili degli affetti familiari; della vera amicizia con poche persone; della scelta di esercitare una professione che piaccia, anche quando altre sarebbero più remunerative.
Donare il sangue periodicamente per aiutare chi ne ha bisogno e …. il più tardi possibile…., anche i tessuti e gli organi ancora funzionanti.
Hobby e interessi: la fotografia è sempre stato un mio pallino. Paesaggi, albe / tramonti e vegetazione i soggetti più inquadrati nel mirino. Tra gli interessi extrafamiliari, preponderante il Volontariato in ambito socio sanitario con la Misericordia di Augusta al primo posto. Il Kiwanis Club al secondo. I viaggi e la nautica da diporto e la pesca, tempo permettendo, in estate

Che cosa mi ha spinto al volontariato o all’attività di servizio alla città e come vivo il mio impegno nell’Associazione o nel club?  

Il desiderio di condividere con altri lo star bene con me stesso. Ho sempre contestato chi fa del Volontariato per riscattarsi o per stare meglio o per cercare di conoscersi meglio. Il Volontariato deve essere la più alta espressione di professionismo che ci possa essere. Con la sola differenza che non è, non può e non deve essere remunerato !!! La Società moderna, cinica ed abulica, ha bisogno di persone che sanno ricavare all’interno della propria vita qualcosa da condividere con gli altri.
E di cose da fare ce ne sono davvero tante. Sia dietro l’angolo di casa che oltre i nostri confini, geografici, storici e mentali. Credo che l’Associazione od il Club Service di appartenenza possa e debba rappresentare un valido mezzo attraverso il quale potersi avvicinare agli altri.
Se non appartenessi alla Misericordia, ad esempio, non potrei guidare un’ambulanza, soccorrere un ferito, sollevare la barella col mio confratello Soccorritore. Se non appartenessi al Kiwanis non potrei, da solo, combattere il tetano neonatale od altro.
Se non fossi Socio di organizzazioni umanitarie internazionali non potrei fare lo Psicologo in Romania o l’Optometrista in Madagascar od il Naturopata in Messico e così via.

Attività attuale dell’Associazione o del Club:

La Misericordia di Augusta si occupa, principalmente di soccorso socio sanitario ed impiega per questo una trentina di Volontari Soccorritori con una formazione pluriennale di vario livello. Questi splendidi ragazzi, dai 18 ai 70 anni suonati, coprono oltre 1.100 servizi l’anno con tre ambulanze di rianimazione, un nuovo automezzo fuoristrada attrezzato come auto medica, un automezzo polifunzionale, una roulotte per la logistica e tante attrezzature e strumentazioni sanitarie di ultima generazione, alcune tende per allestire Posti Medici Avanzati o ricovero temporaneo per sfollati o logistica.
Siamo stati chiamati in tutta Italia, dal nostro Ufficio Generale per le Emergenze di Massa della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, così abbiamo prestato servizio in Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Sicilia, Veneto, ecc., ma anche in Albania ed ex Iugoslavia ed altrove.

Come sentono e vivono i soci l’Associazione o il Club?

La Misericordia è una associazione di Volontariato di ispirazione cristiana e, come tale, ha al suo interno un Correttore Spirituale, Frà Maurizio Sierna che forma e forgia i Volontari alla attenzione verso i sofferenti applicando il vecchio adagio “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”.
Con questo spirito escono di notte, sotto la pioggia o con 40° all’ombra, con ambulanze, fuoristrada od altro, senza curarsi del colore della pelle, del sesso, dell’età o della cultura o del ceto sociale di chi soccorrono. Lo fanno e basta!

Come vorrei che fosse l’Associazione o il Club: così com’è, nel tempo?

Che la Provvidenza ci illumini, ci guidi e ci dia anche l’opportuno sostentamento economico per mantenere aggiornate ed efficienti le nostre dotazioni strumentali e la formazione professionale dei nostri Volontari.

Programmi  in corso di realizzazione e futuri dell’Associazione.

Continuare nell’azione umanitaria in favore della collettività; ottenere una piccola sede sull’isola per le eventuali emergenze; fare proselitismo nel tessuto sano della nostra Società augustana, svegliandola dal pigro torpore e spiegando che pretendere un servizio non è lecito se non si da qualcosa di se in cambio. Fare Volontariato è bello. Essere in tantissimi creerebbe solo confusione. Ma essere una decina in più ci aiuterebbe tantissimo.


  Il Dr. Salvo Cannavà durante una presentazione in aula Unitre
                                             

mercoledì 9 febbraio 2011

Le foto del 1° Corso Pc

 Il primo giorno del corso PC

L'angelo dei bimbi

    Bonzi e  Lualdi: vi dicono qualcosa  questi due nomi? Io credo proprio di no, un po’ perché sono un poco più anziano di voi, e un po’ per il fatto che certi eventi, anche se sono straordinari, colpiscono di più la fantasia ed entusiasmano le Comunità italiane all’estero, mentre lasciano  nell’indifferenza la maggior parte delle persone nella Madrepatria.
Allora ve li presento:
Maner Lualdi,  visse tra il 1912 e il 1968, giornalista del “Corriere della Sera”, aviatore, impresario teatrale e finanziatore di spettacoli, uomo generoso e, perciò, con spesso dolenti note di debiti;
Leonardo Bonzi, di nobile casata, conte, vissuto tra il 1902 e il 1977, Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, 4 Medaglie d’Argento al V.M., pilota con record mondiali, Olimpionico della montagna, Campione italiano di tennis, Medaglia d’Oro al Valore Atletico, avvocato, scrittore e giornalista.
Due uomini che più diversi tra loro, anche fisicamente, non avrebbero potuto essere, eppure amici per la pelle. Nel 1949, a bordo di un comune aeroplano da turismo, un SAI-Ambrosini 1001 “Grifo”, iniziarono la loro trasvolata da Milano a Buenos Aires per raccogliere fondi in favore  dell’Opera di Assistenza di Don Carlo Gnocchi.
L’iniziativa era partita proprio da Don Gnocchi, il quale aveva avuto l’idea di inviare un messaggio alla Comunità italiana residente in Sudamerica per far presente l’urgente bisogno di un aiuto finanziario per le migliaia di bambini orfani, storpiati e mutilati di guerra, soprattutto a causa delle mine anti-uomo, di cui quel Sacerdote si occupava.
   Il velivolo usato, battezzato, appunto, “L’angelo dei bimbi”,  era un comune aereo biposto da turismo ad ala bassa, con carrello fisso. Il suo motore, costruito dall’Alfa Romeo, aveva una potenza di 130 Cavalli e consentiva all’aereo una velocità media di poco superiore ai 200 km/h.  Per renderlo adatto al volo con temperature tropicali fu dotato di un’elica metallica a passo variabile prodotta dall’Alfa, ed inoltre furono aggiunti serbatoi ausiliari di benzina e olio per aumentarne l’autonomia e consentirgli di volare senza scalo per le 26 ore necessarie alla trasvolata atlantica dall’Africa settentrionale all’America del Sud.
Per guadagnare in peso, il piccolo aereo fu privato anche della radio di bordo e i due piloti dovettero contare solo sulla loro abilità, sulla loro scrupolosa preparazione, e sulla fortuna.
   Alla partenza, più d’uno si disse che quel trabiccolo non ce l’avrebbe mai fatta, ma Bonzi e Lualdi, invece, arrivarono a Buenos Aires dove furono accolti con grandi manifestazioni di entusiasmo. I comitati per la raccolta dei fondi, istituiti in tutte le città toccate nel percorso, raccolsero tra i poveri emigrati italiani oltre 500 milioni di lire: una cifra enorme per quel tempo, quando il latte costava 100 lire al litro. I due piloti vennero accolti con tutti gli onori dal Presidente Péron  e dalla moglie Evita nella loro dimora.  L’apparecchio fu poi donato all’Argentina con una solenne cerimonia a ricordo dell’impresa, ma, purtroppo, nel mese di maggio 1949 precipitò e andò distrutto causando la morte dei due aviatori italo-argentini cui era stato affidato per un giro propagandistico nel Centro-America. Nel Museo dell’Alfa Romeo ne è esposta una perfetta replica.
   A questo punto vi sarete chiesti cosa c’entro io con Bonzi e Lualdi,  e con questa storia.  Nel 1949 avevo 19 anni ed attraversavo un periodo di grave crisi psicologica: la prematura scomparsa di mio padre, il fatto di non essere riuscito a superare l’esame psico-fisico al Concorso di ammissione all’Accademia Aeronautica (ero esile, magrissimo, e pesavo, allora, solo 47 chili!) e, non ultimo, l’aver dovuto abbandonare gli studi d’ingegneria a causa delle difficoltà economiche della mia famiglia, mi avevano condotto sull’orlo della depressione. E tuttavia, quando dal “Corriere di Tripoli” appresi che “L’angelo dei bimbi” di Bonzi e Lualdi, nel suo volo di trasferimento da Milano prima di compiere il balzo attraverso l’Atlantico, aveva fatto scalo tecnico all’aeroporto di Castel Benito (Tripoli), non seppi resistere all’impulso di andarlo a vedere. Così, in sella alla mia “Lambretta” (di cui ero stato il primo acquirente ed utilizzatore in Libia, nonché il fondatore del Lambretta Club di Tripoli), incurante della pioggia scrosciante di quel giorno, mi diressi verso l’aeroporto confidando nella scarsa sorveglianza all’ingresso per potermi intrufolare senza essere notato. Così avvenne infatti e, raggiunto il piazzale antistante gli hangar, notai subito il SAI-Ambrosini 1001, con la matricola I-ASSI dipinta sulla fusoliera, che faceva bella mostra di sé mentre Maner Lualdi intratteneva un gruppo di ospiti, presumo esponenti della Comunità italiana, illustrando loro le finalità del raid aereo.  Facendomi coraggio mi aggregai a quel gruppo di persone e, con un ardire di cui io stesso ebbi poi a stupirmi, mi rivolsi direttamente a Lualdi  chiedendogli di essere portato in volo da lui.
Mi guardò fisso, senza rispondermi, forse perfino infastidito dalla mia intromissione, ma dovette sicuramente sentire nella mia richiesta un tono di supplica, perché egli, dopo aver intrattenuto i suoi ospiti ancora per qualche minuto, mi rivolse di nuovo lo sguardo invitandomi con un cenno della mano a salire con lui sul piccolo aeroplano.  Avviato il motore e portato il velivolo sulla pista, decollò velocemente facendo eseguire all’aereo un volo sulla città e sulle oasi circostanti.
Discesi dall’aeroplano barcollando per l’emozione, ancora incredulo di ciò che mi stava accadendo, anche se quello, in realtà, non era stato il mio battesimo dell’aria: infatti avevo già volato, in qualità di passeggero,  sul Fiat G.12 dell’Alitalia in occasione del mio viaggio per sostenere gli esami di ammissione all’Accademia Aeronautica. Quel volo, però, a fianco ad un uomo così famoso, mi aveva regalato un’emozione che nessun trimotore avrebbe mai potuto eguagliare, ed il cui ricordo mi coinvolge emotivamente ancora oggi. 
                                                                                         
                                                                                                        Ugo Passanisi
                                                   

                         Questa è una piccola immagine dell'aereo di cui ho parlato
                                                    
                                                    




martedì 8 febbraio 2011

Dialogo tra soci-alunni Unitre - Interviste

                       
UNIVERSITA’ DELLE TRE ETA’ – Sede locale di Augusta
                     Accademia di Cultura, Umanità e Solidarietà

Con la rubrica “L’Unitre, la Città e il nostro blog”, già pubblicata il 30 dicembre 2010, abbiamo indicato quanto in essa vogliamo accogliere, da parte della cittadinanza presente in Augusta e dai concittadini residenti altrove, per diffondere i valori che la nostra Associazione ha fatto propri: Cultura, Umanità, Solidarietà.

In essa è stato sottolineato che ciascuno di noi, superando la ritrosia, la falsa modestia, la pigrizia, nel rispetto di una personale riservatezza, può notevolmente “arricchire” l’altro, comunicando se stesso e ciò facendo “arricchirsi”.

Nella sottolineata rubrica è stato anche scritto che, a mezzo dei contenuti di quanto sarà comunicato, essa vuole essere uno strumento di conoscenza reciproca e di vita vissuta tra i soci, “compagni di classe” Unitre. All’interno di essa quindi, si troverà una sotto-rubrica:“Dialogo tra soci Unitre Augusta” nella quale, chi vuole può:

  • auto-presentarsi per farsi conoscere, con assenso o meno alla pubblicazione della foto personale, e con cenni autobiografici;
  • dire della propria famiglia di origine e della propria attuale;
  • descrivere fatti e circostanze significativi vissuti personalmente o dalla propria famiglia e che sono stati successivamente determinanti nella quotidianità della vita;
  • dire che cosa si apprezza del proprio vissuto personale e familiare e che cosa ci si augura e spera per il proprio futuro e per quello dei familiari;
  • fare presente le difficoltà maggiori che si incontrano nel vivere quotidiano e come si cerca di superarle.
Premesso quanto sopra i soci-alunni sono invitati a farsi coinvolgere nella generosa e nobile iniziativa di “farsi conoscere” per arricchire di umanità i compagni di classe e i concittadini, a mezzo delle interviste personali che, per la ns. Associazione, ai fini della pubblicazione nel ns. blog, saranno effettuate dalle nostre amiche “unitrine” Tania Tudisco, Angela Gulino, Franca Morana Caramagno.

                                                                                                          Il Presidente